Due amiche entrambe studentesse, Marie e Alex, si recano a casa della famiglia di quest'ultima in mezzo alla campagna francese, per studiare in tranquillità. Una volta giunte verso l'imbrunire nella residenza dei Sorais, una villa rurale di ampie dimensioni, Marie viene fatta sistemare nella stanza degli ospiti. E' tardi e tutti vanno a dormire, tutti tranne Marie, che non riesce a prender sonno. Ad un tratto, proprio nel cuore della notte, un misterioso e corpulento individuo con indosso una sporca tuta da lavoro, arriva davanti all'abitazione con un vecchio furgoncino, suona il campanello e fa strage di gran parte dei Sorais. Si salveranno al massacro solo Marie ed Alex, la quale verrà rapita dal pazzo omicida. L'amica tenterà quindi di avvisare la polizia, dando così inizio al film che, tra un colpo di scena e l’altro, ci porterà sino allo scioccante finale.
La pellicola è diretta dal giovane Alexandre Aja che, assieme a Grègori Levasseur ne scrive anche la sceneggiatura. Haute Tension è il suo terzo lungometraggio dopo Over the Rainbow (1997) e Furia (2000). Gli attori principali sono le due ragazze, Marie (Cècile de France) e Alex (Maiwenn Le Besco), quest’ultima vista anche in Leon e Il quinto Elemento, entrambi di Luc Besson. Da segnalare il reparto effetti speciali affidato niente meno che al nostro Giannetto De Rossi, famoso per aver curato numerose pellicole, horror e non, tra cui molti dei lavori del grande Lucio Fulci. De Rossi è noto per creare degli ottimi effetti impiegati in sequenze efferate di estrema violenza, e in Haute Tension ne sono presenti alcune davvero disturbanti. La componente splatter non è infatti onnipresente nei 90 minuti circa della pellicola, ma quando c’è si fa sentire eccome in modo veramente esplicito. La colonna sonora, seppur abbastanza minimale è più che azzeccata, con percussioni tribali e suoni ripetitivi che accompagnano molti momenti in cui la tensione è a livelli altissimi.
Il killer, che fa la sua comparsa sin dalle prime sequenze, è un uomo di mezza età, un personaggio molto scaltro e implacabile; un misto tra Jason Voorhees e Terminator. Si tratta chiaramente di un folle con turbe sessuali ed è estremamente freddo e violento nelle sue uccisioni. La sua metodicità quasi senz’anima non può che farci venire in mente la parola "mattatoio" e l’atmosfera di lavoro meccanico che ne deriva. Il furgone del pazzo criminale è malandato e nero, molto simile a quello di Jeepers Creepers. Un feroce assassino che aggredisce delle persone in un posto isolato non suona assolutamente come una novità, ma è lodevole come Aja riesca a non far sentire mai allo spettatore il sapore del già visto, anzi, in molte sequenze dove ci sembra di sapere già con certezza quello che succederà, accadrà esattamente il contrario. Il regista adotta infatti un intelligente lavoro di stravolgimento delle aspettative basandosi proprio sui cliché classici dello slasher movie, deviandoli o contraddicendoli. Haute Tension significa "alta tensione", un titolo semplice ma comunque perfetto per delineare appieno il proposito principale che vuole raggiungere Aja, la tensione appunto. Il film tiene sulle spine dall’inizio alla fine e la violenza inaudita di alcune scene tende a togliere ogni resistenza dall’immedesimarsi nelle vittime. Questa recente (2003) produzione Francese della Alexandre Films in collaborazione con la Europa Corp., segna senz’altro un buon traguardo nel panorama Europeo e ancora una volta il cinema Francese crea un buon prodotto. Speriamo che l’Italia prenda esempio. Per quanto riguarda la distribuzione, al contrario del resto dell’Europa, nel nostro paese ancora non vi è traccia; si tratta però di un film recente e non si sa mai che prima o poi possa arrivare nei nostri cinema, o almeno in edizione home video. Speriamo, perché Haute Tension è un film da non perdere!
Curiosita': lo spietato assassino è interpretato da Philippe Nahon, classe 1938, il quale ha recitato in più di ottanta film per la maggior parte di produzione Francese, tra cui L’Odio di Kassovitz, in cui interpreta un ispettore di polizia.
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"Je ne laisserais personne se mettre entre nous"
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