lunedì, 21 gennaio 2008 | in : poesia, kalem club
XIV

E' ad una certa ora dei bagliori del crepuscolo,
soprattutto in autunno, che i venti stellari soffiano
dalla cima delle colline, giu' per le strade deserte,
rischiarate dalle prime luci nelle stanze accoglienti.
Le foglie morte si rincorrono formando strani, fantastici vortici,
e il fumo dai camini si arriccia con grazia aliena,
seguendo geometrie spaziali sconosciute,
mentre il Fomalhaut sbuca dalle nebbie a sudovest.

Questa e' l'ora in cui i poeti stregati dalla luna
comprendono la natura dei funghi che germogliano su Yuggoth
e il profumo e i colori dei fiori che riempiono i continenti di Nithon,
sconosciuti ai poveri giardini terrestri.
Ma ancora, per ogni sogno fantastico che questi venti ci portano
una dozzina di noi essi ci tolgono.

Clarissa19x9 @ 20:06 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
venerdì, 28 dicembre 2007 | in : poesia, kalem club
XV

Nel profondo del mio sogno il grande uccello bisbiglio'
del cono nero emerso in mezzo alla vastita' polare,
spingendo verso l'alto la crosta di ghiaccio desolata,
battuta e rovinata dalle folli tempeste degli eoni.
Di qui, non passa forma vivente,
e solo pallide aurore e fioche luci solari
brillano su quella roccia butterata, le cui origini
sono incerte anche ai Grandi Antichi.

Se gli uomini potessero vederlo, semplicemente si stupirebbero
di fronte a quel curioso tumulo costruito dalla Natura;
ma l'uccello narro' di cose immense, che sotto il profondo
sudario di ghiaccio,covano e meditano e attendono.
Dio aiuti il sognatore al quale le pazze visioni mostrino
quegli occhi morti incastonat i in golfi di cristallo !

Clarissa19x9 @ 11:29 | commenti (popup) | commenti
martedì, 11 dicembre 2007 | in : poesia, kalem club
XVI

La casa era vecchia con un intrico di ali e sporgenze
delle quali nessuno aveva mai percorso nemmeno la meta',
e in una piccola stanza, in quello che doveva essere il retro,
si trovava una strana finestra sigillata da pietre antiche.
La', nei sogni della mia infanzia solevo recarmi da solo
quando la notte regnava vaga e buia;
spostando le ragnatele con un curioso impeto di paura
e con uno stupore ogni volta piu' grande.

Un giorno quando fui grande portai con me dei muratori
per liberare la vista che i miei incerti antenati avevano nascosto,
ma appena essi forarono la pietra, un getto d'aria
esplose dai vuoti alieni oltre il muro.
Essi fuggirono, ma io vi sbirciai attraverso e vi trovai srotolati
tutti i mondi selvaggi di cui i miei sogni avevano narrato.
Clarissa19x9 @ 11:58 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
martedì, 04 dicembre 2007 | in : immagini, attualità, freaks, kalem club, mortalmente consigliati

nonciclopediaE' arrivata la versione demenziale della Wikipedia. Un progetto tutto italiano, molto curato dal punto di vista grafico, irresistibili i contenuti.

Per farvi capire di cosa sto parlando vi dò un assaggio delle pagine dedicate a due voci che prima o poi tutti i lettori di THOTD hanno consultato sulla wiki.

LOVECRAFT

Howard Phillips Lovecraft (pseudonimo di Harry Potter Lovecraft) è un tossicodipendente cazzaro che vagava senza meta nel New England dei primi anni del novecento. Nonostante ciò - però - era in grado di installare Linux Ubuntu pure sulle teste-a-pera. Ha ispirato moltissimi scrittori di fantascienza tra cui Stephen King,Dostojesky ma soprattutto Charles Bukowski completamente debitore a Lovecraft(leggete Storie di Ordinaria Follia e noterete molti punti in comune con lo stile di Lovecraft è infatti chiaramente ispirato al suo libro più celebre Le Montagne Della Follia). Lo stile di Lovecraft è piuttosto scorrevole spensierato e di facile lettura,le storie di Lovecraft parlano di vita quotidiana ossia invasioni aliene,strani avvenimenti,presenze diaboliche all'interno di cimiteri,case stregate,apparizioni,sparizioni viaggi allucinogeni,morte,catastrofi naturali,viaggi nel tempo e nello spazio... (continua)

CTHULHU

Cthulhu, da bambino, veniva preso in giro da tutti gli altri dei. Zeus gli diceva che era grasso come Giuliano Ferrara (ed era vero), Allah che era brutto (ed era vero), Nyarlathotep che ce l'aveva piccolo (non so, non ho mai provato né intendo farlo), Belzebù che si faceva un sacco di seghe con tutti quei tentacoli(ed era vero), insomma, non lo lasciavano proprio stare. Allora il povero, piccolo Cthulhu, che tanto piccolo non era, andò a costruirsi una casa, e la chiamò R'lyeh. Allora Odino, che passava di lì, guardò il posto e gli disse: "O Grande Cthulhu, ma che nome del cazzo è R'lyeh? E poi, che nome del cazzo è Cthulhu? Ma vaffancthulhu, va'!" Questo episodio, narrato nel Necronomicon, il Libro dei Nomi dei gay, che tra le altre cose elenca appunto i nomi di tutte le celebrità omosessuali del mondo, ci insegna varie cose: 1.Che R'lyeh e Cthulhu sono nomi del cazzo anche secondo gli dei, 2.Che anche tra le divinità si sviluppa il bulllismo, 3.Che Arnold Scharzenegger in realtà è gay (c'è scritto nel Necronomicon) 4. L'origine della diffusissima espressione "Ma vaffancthulhu, va'!", (continua)

 

TheHaunter @ 10:30 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 15 novembre 2007 | in : poesia, kalem club
XVII

Vi erano alti gradini, e piani rocciosi
che si allungavano senza limiti nelle notte stellata.
Con fuochi di campo alieni che spargevano una flebile luce
su bestie con campanelli tintinnati stretti da legacci pelosi.
Lontano verso sud il piano scendeva lento e immenso
verso una vaga linea a zigzag che giaceva
come un grande pitone preistorico
che i tempi senza fine avevano raffreddato e pietrificato.

Rabbrividii nell' aria fredda e sottile,
e mi stupii di dove fossi e di come ci fossi arrivato,
quando un profilo ammantellato sullo sfondo del bagliore di un fuoco
si alzo' e si avvicino' e mi chiamo' per nome.
Restando accanto a quella faccia morta oltre il cappuccio,
cessai di sperare, poiche' compresi.
Clarissa19x9 @ 09:00 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 05 novembre 2007 | in : testimonianze, enigmi, kilombo, kalem club

lovecraftRiporto fedelmente le teorie di una gola profonda che sembra saperla lunga sulle pagine di storia che non sono mai state scritte. Pagine inquietanti che gettano una nuova luce sulla vita dell'uomo che più di ogni altro si trovava nel posto giusto al momento giusto. Per saperne di più a tuo rischio e pericolo clicca qui

Howard Phillips Lovecraft nasce il 20 marzo 1890 a Providence, Rhode Island, USA. A 16 anni pubblica una lettera fortemente critica nei confronti dell'astrologia, e in un'altra prevede l'esistenza di un pianeta oltre Nettuno (Plutone, che verrà scoperto solo nel 1930). Nel 1912 pubblica i primi versi, si interessa ancora all'astronomia, e inizia la collaborazione con alcune riviste di fantascienza. Dal 1915 si offre per revisionare i manoscritti di scrittori dilettanti (attenzione a questo particolare) senza mettere la propria firma. Continua a collaborare con le riviste di fantascienza e a revisionare manoscritti per tutta la vita, raggiungendo anche una certa notorietà nell'ambiente letterario. Ma per quasi tutta la sua esistenza è stato afflitto dal tarlo dell'instabilità psichica, dalla povertà e dalle disgrazie familiari. Muore nel 1937 per un tumore all'intestino.  

Questo breve riassunto della vita di Lovecraft è necessario per capire alcuni elementi fondamentali della sua opera: la fobia per il mistero e l'occulto, e l'interesse per l'astronomia e i mondi astrali del profondo spazio. Ma non si può prescindere dal collegare l'opera di Lovecraft con l'atmosfera americana dei primi anni del secolo: gli Stati Uniti stavano diventando il paese economicamente e politicamente più potente del mondo, il paese nel quale tutte le invenzioni industriali più ardite diventavano realtà. L'energia elettrica, la metropolitana, la rete ferroviaria, la radio, i grattacieli, il telefono, l'aereoplano, e così via: anche se provenivano da altre parti del mondo, solo in America queste invenzioni si sviluppavano e miglioravano a livelli mai visti. E' quindi logico aspettarsi che il governo statunitense operasse al meglio per gestire questo progresso tecnologico, assicurandosi i servizi dei migliori scienziati dell'epoca come Einsten, Marconi, Edison ed altri.

L'influenza del governo però non si poteva fermare all'industria, ma doveva estendersi alle arti, perché da sempre il predomonio sulla tecnologia viaggia insieme al predominio sulla cultura. Vennero contattati diversi letterati per diffondere nel mondo una filosofia e una cultura prettamente americana, che in realtà non esisteva data la giovane età del cosiddetto "nuovo mondo".

Howard Phillips Lovecraft era uno di questi.

Secondo alcuni studiosi contemporanei, Lovecraft ebbe accesso ad una notevole quantità di conoscenze riservate a pochi: il governo americano lo avrebbe reso partecipe di segreti e scoperte non ancora diffusi, tra cui gli studi più avanzati sui testi delle piramidi, le teorie sulla trasmissione del pensiero, i progetti di levitazione antigravità (sviluppati più intensamente nel 1942), la teoria dei campi unificati (omessa da Einstein nella "Teoria sulla relativita ristretta" per paura dell'uso sconsiderato che alcuni avrebbero potuto farne), e le forme di vita extraterrestri, di cui la nascente aereonautica americana aveva avuto le prime prove inconfutabili.

Probabilmente la conoscenza di una tale massa di nozioni ai limiti della fantascienza (per l'epoca) ebbe su Lovecraft l'effetto di un incubo indissolubile, e la sua mente già predisposta alla paura e alle fobie elaborò una serie di congetture che egli inserì nei racconti quasi inconsciamente. Un esempio su tutti: nel racconto "Le montagne della follia" (1931) descrive un'Antartide ricca di testimonianze di epoche remotissime, e sede di civiltà ormai scomparse: bene, le teorie più recenti (Hapgood e Hancock su tutti) assegnano al continente antartico il ruolo di terra di sviluppo di civiltà primordiali, poi scomparse ed emigrate in altre parti del globo a causa dell'avanzare dei ghiacci (11.500 a.c. circa). E le ultime spedizioni hanno trovato resti organici nel Mare di Ross a profondità tali che indicano, senza ombra di dubbio, che 15.000 anni fa la terra antartica era fertile e assolutamente idonea allo sviluppo di civiltà progredite. E come dimenticare le sue ipotesi sulla vita nel profondo spazio, nel cosmo impenetrabile, e la sua più forte paura, che queste entità extraterrestri potessero ritornare? Non è forse quello che sta accadendo dal 1947?

Ma l'elemento che più sorprende gli studiosi di Lovecraft riguarda il suo lavoro di correzione e revisione di manoscritti altrui, portato avanti per tutta la vita; secondo alcuni, questo era il compito affidatogli dal governo americano, e cioè controllare che tra gli scrittori emergenti non vi fosse nessuno a conoscenza di certe teorie, e riferire di eventuali menti particolarmente dotate che potessero rivelarsi utili agli scopi governativi.

Naturalmente il Necronomicon rappresenta, in forma celata, parte delle conoscenze e delle teorie di cui Lovecraft venne a conoscenza e che non riuscì a tenere per sé. Per questo motivo il libro è, se possibile, ancora più proibito: perché parla di cose reali, pericolose e assolutamente attuali.

Stiamo intensificando gli studi sui rapporti tra Lovecraft e la teoria dei campi unificati, ed al momento sono emerse relazioni così sorprendenti che ho qualche dubbio a rendere pubbliche; vi assicuro che al più presto potrò mettervi al corrente di quanto abbiamo scoperto, soprattutto in relazione al progetto Rainbow, più conosciuto come Philadelphia Experiment... (chi sa di cosa sto parlando capirà i miei dubbi)

 

TheHaunter @ 19:36 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
domenica, 28 ottobre 2007 | in : poesia, kalem club
XVIII

Oltre quella parete, la cui antiche murate
raggiungevano quasi il cielo in torri coperte di muschio,
c'erano giardini terrazzati, ricchi di fiori,
e fischi di uccelli e farfa lle e api.
C'erano viali, e ponti inarcati sopra
caldi stagni di loto riflettenti i cornicioni del tempio,
e ciliegi con delicati rami e foglie
contro un cielo rosato dove volano gli aironi.

Tutto cio' sarebbe, se i miei antichi sogni non avessero
aperto il cancello di quel labirinto di pietra
dove correnti sonnolente tracciano i propri percorsi,
trascinati dalle verdi viti pendenti dai rami incurvati ?
Mi affrettai, ma dove la parete si ergeva, immensa e minacciosa
trovai che non vi era piu' nessuna porta.
Clarissa19x9 @ 10:00 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 15 ottobre 2007 | in : recensioni, immagini, comics, kalem club, mortalmente consigliati

courttpb

Ebbene sì, anche il guru del fumetto indipendente inglese, il padre di V for Vendetta e Watchmen, l'autoproclamatosi mago, il cantautore, il romanziere, l'attore teatrale e tutte le altre reincarnazioni, è un grande estimatore dell'opera di HPL e ha dedicato almeno un racconto ai miti. Racconto che qualcuno ha pensato bene di trasformare subito in un fumetto. Il risultato è una graphic novel della Avatar che promette molto bene (in Italia è pubblicato dalla Magic Press). La sceneggiatura è curata da Antony Johnston (disegni di Jasen Burrows) ma l'ombra di Alan Moore (coinvolto come supervisore) aleggia su tutto il progetto.

TheHaunter @ 19:38 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
lunedì, 01 ottobre 2007 | in : poesia, kalem club

XIX

Per anni e anni udii quel debole, lontano rintocco
di profonde campane nel nero vento di mezzanotte;
uno scampanio che nessun campanile poteva originare,
strano come se volasse attraverso un grande vuoto.
Ricercai tra i miei sogni e i miei ricordi un indizio,
e pensai a tutti gli scampanii portati dalle mie visioni;
alla quieta Innsmouth dove  i bianchi gabbiani indugiavano
intorno ad una antica guglia che una volta conobbi.

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Sempre perplesso udii quelle note lontane,
fino a che, una notte di marzo, il fragore di una pioggia fredda e incolore
mi riporto' indietro attraverso i cancelli dei ricordi
alle antiche torri dove risuonavano gli applausi dei folli.
Essi applaudivano sì! ma dalle maree senza sole che scorrono
nelle valli infossate dei morti fondali del mare.

Clarissa19x9 @ 07:34 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
giovedì, 20 settembre 2007 | in : recensioni, immagini, enigmi, kalem club, oltre la soglia del sei

copdjcCome funziona una recensione all'incontrario? E' molto semplice. Il sottoscritto che pubblica la recensione non deve fare quasi niente tranne proporre un titolo (LA CITTA' DEI MOSTRI, R. CORMAN, 1963), prepararsi un drink e accomodarsi in poltrona aspettando che arrivino commenti, recensioni, voti... insomma ci siamo capiti, la parola è a voi.

Ovviamente il film non è scelto a caso. C'è un caro amico molto malato (di mente, ca va sans dire) che ieri, in un raro momento di lucidità, balbettando ha ripetuto ossessi- vamente queste sillabe CI TA-DI-MO STRI-CI TA-DI-MO STRI-CI TA  DI-MO-STRI-CI-TA-DI-MO-STRI... per poi tornare muto per sempre. E se fosse una disperata richiesta di aiuto prima della fine? Una sciarada concettualmente incoerente che può essere decifrata solo rileggendo l'omonimo film in chiave psicotica? Anche il più  pericoloso dei pazzi ha diritto a un po' di misericordia.

QUESTA RECENSIONE PUO' SALVARE UNA VITA UMANA (O QUELLO CHE NE RESTA). DIVENTA ANCHE TU BAYWATCH!!

INVIA LA TUA RECENSIONE.

TheHaunter @ 08:49 | commenti (5)(popup) | commenti (5)