Miei affezionatissimi tutti,
scusatemi per la luuuuuunga latitanza, dovuta sia al meritato (???) riposo estivo che alla paura (!!!!) che non vuole dare tregua a questa mente. Disturbo il vostro torpore per segnalare una piccola perla che per un fugace momento porta nuovamente alla ribalta il sommo HPL.
Stavo leggendo l’incipit di un articolo di fondo di Umberto, Umbertooo, Umbertooooo, Umbeeeer…, U…, UU…, UUU….. (ECO per l’appunto) su quella rivistaccia che si chiama come i treni che non sono mai in orario o come il caffè (Espresso, N. 33 anno LIII, 23 agosto 2007), articolo nel quale egli interpreta la vicenda del famigerato Don Gelmini alla luce dei di lui legami con massoni di chiara fama.
Cito: “…sotto l’imperio della droga si può immaginare di essere assaliti da un mostro con gli occhi di insetto (immaginare eh, povero stolto!) , si può anche immaginare di essere baciati da un ecclesiastico ottantenne (anche qui, povero illuso!), perché all’orrore (come sapeva Lovacraft) non c’è mai fine.”…
Recuperate lo scritto e spingetevi un pò oltre nella lettura. Mi ringrazierete.
Buona notte miei cari, che la paura sia sempre vostra fedele compagna!
NG



















