domenica, 28 ottobre 2007 | in : poesia, kalem club
XVIII

Oltre quella parete, la cui antiche murate
raggiungevano quasi il cielo in torri coperte di muschio,
c'erano giardini terrazzati, ricchi di fiori,
e fischi di uccelli e farfa lle e api.
C'erano viali, e ponti inarcati sopra
caldi stagni di loto riflettenti i cornicioni del tempio,
e ciliegi con delicati rami e foglie
contro un cielo rosato dove volano gli aironi.

Tutto cio' sarebbe, se i miei antichi sogni non avessero
aperto il cancello di quel labirinto di pietra
dove correnti sonnolente tracciano i propri percorsi,
trascinati dalle verdi viti pendenti dai rami incurvati ?
Mi affrettai, ma dove la parete si ergeva, immensa e minacciosa
trovai che non vi era piu' nessuna porta.
Clarissa19x9 @ 10:00 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
giovedì, 25 ottobre 2007 | in : testimonianze, video, cartoon, freaks, mortalmente consigliati

Il più grande dispiacere di HPL non è stato quello di morire giovane, senza un quattrino, mangiandosi il fegato perché la sua arte non otteneva i meritati riconoscimenti. 

La verità è che HPL si agita ancora nel rimpianto perché non ha mai potuto vedere questo show degli anni '70.

Sha-la-la! Sha-lalala! Sha-la-la! Sha-lala-laaaaa!

 

TheHaunter @ 09:37 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
sabato, 20 ottobre 2007 | in : recensioni, mortalmente consigliati

Due amiche entrambe studentesse, Marie e Alex, si recano a casa della famiglia di quest'ultima in mezzo alla campagna francese, per studiare in tranquillità. Una volta giunte verso l'imbrunire nella residenza dei Sorais, una villa rurale di ampie dimensioni, Marie viene fatta sistemare nella stanza degli ospiti. E' tardi e tutti vanno a dormire, tutti tranne Marie, che non riesce a prender sonno. Ad un tratto, proprio nel cuore della notte, un misterioso e corpulento individuo con indosso una sporca tuta da lavoro, arriva davanti all'abitazione con un vecchio furgoncino, suona il campanello e fa strage di gran parte dei Sorais. Si salveranno al massacro solo Marie ed Alex, la quale verrà rapita dal pazzo omicida. L'amica tenterà quindi di avvisare la polizia, dando così inizio al film che, tra un colpo di scena e l’altro, ci porterà sino allo scioccante finale.

La pellicola è diretta dal giovane Alexandre Aja che, assieme a Grègori Levasseur ne scrive anche la sceneggiatura. Haute Tension è il suo terzo lungometraggio dopo Over the Rainbow (1997) e Furia (2000). Gli attori principali sono le due ragazze, Marie (Cècile de France) e Alex (Maiwenn Le Besco), quest’ultima vista anche in Leon e Il quinto Elemento, entrambi di Luc Besson. Da segnalare il reparto effetti speciali affidato niente meno che al nostro Giannetto De Rossi, famoso per aver curato numerose pellicole, horror e non, tra cui molti dei lavori del grande Lucio Fulci. De Rossi è noto per creare degli ottimi effetti impiegati in sequenze efferate di estrema violenza, e in Haute Tension ne sono presenti alcune davvero disturbanti. La componente splatter non è infatti onnipresente nei 90 minuti circa della pellicola, ma quando c’è si fa sentire eccome in modo veramente esplicito. La colonna sonora, seppur abbastanza minimale è più che azzeccata, con percussioni tribali e suoni ripetitivi che accompagnano molti momenti in cui la tensione è a livelli altissimi.

Il killer, che fa la sua comparsa sin dalle prime sequenze, è un uomo di mezza età, un personaggio molto scaltro e implacabile; un misto tra Jason Voorhees e Terminator. Si tratta chiaramente di un folle con turbe sessuali ed è estremamente freddo e violento nelle sue uccisioni. La sua metodicità quasi senz’anima non può che farci venire in mente la parola "mattatoio" e l’atmosfera di lavoro meccanico che ne deriva. Il furgone del pazzo criminale è malandato e nero, molto simile a quello di Jeepers Creepers. Un feroce assassino che aggredisce delle persone in un posto isolato non suona assolutamente come una novità, ma è lodevole come Aja riesca a non far sentire mai allo spettatore il sapore del già visto, anzi, in molte sequenze dove ci sembra di sapere già con certezza quello che succederà, accadrà esattamente il contrario. Il regista adotta infatti un intelligente lavoro di stravolgimento delle aspettative basandosi proprio sui cliché classici dello slasher movie, deviandoli o contraddicendoli. Haute Tension significa "alta tensione", un titolo semplice ma comunque perfetto per delineare appieno il proposito principale che vuole raggiungere Aja, la tensione appunto. Il film tiene sulle spine dall’inizio alla fine e la violenza inaudita di alcune scene tende a togliere ogni resistenza dall’immedesimarsi nelle vittime. Questa recente (2003) produzione Francese della Alexandre Films in collaborazione con la Europa Corp., segna senz’altro un buon traguardo nel panorama Europeo e ancora una volta il cinema Francese crea un buon prodotto. Speriamo che l’Italia prenda esempio. Per quanto riguarda la distribuzione, al contrario del resto dell’Europa, nel nostro paese ancora non vi è traccia; si tratta però di un film recente e non si sa mai che prima o poi possa arrivare nei nostri cinema, o almeno in edizione home video. Speriamo, perché Haute Tension è un film da non perdere!
Curiosita': lo spietato assassino è interpretato da Philippe Nahon, classe 1938, il quale ha recitato in più di ottanta film per la maggior parte di produzione Francese, tra cui L’Odio di Kassovitz, in cui interpreta un ispettore di polizia.

Citazione:

"Je ne laisserais personne se mettre entre nous"

http://www.splattercontainer.com/view_recensione.php?ID=304

RaffaeleDori @ 17:16 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 17 ottobre 2007 | in : immagini, testimonianze, attualità, enigmi
Affezionatissimi tutti,
mi duole dover scrivere di un abuso che si perpetrua e si perpetua ormai da troppo tempo e che vorrei cercare di ricomporre o quanto meno comprendere. Per tutti noi è chiaro che la sigla o acronimo HPL, sta solo ed inequivocabilmente per le iniziali del nostro compianto maestro e mentore dell’altrove.
In realtà, come gli internauti avranno avuto modo di verificare, questa cara sigla è impudicamente adoperata per identificare, spesso commercialmente, oggetti più recenti e meno elevati culturalmente, adombrando un poco la fulgida luce del maestro.
HPL photo
Ed ecco un elenco di alcuni esempi di ciò che deve apparire quanto meno una mancanza di rispetto per il solitario di Providence:
HPL - High-Performance-Linpack, software;
HPL - Hawaiian-Pro-Line, booms per i windsurfing;
HPL - High-Pressure-Laminated, laminati decorativi ad alta pressione;
HPL - Human-Placental-Lactogen, ormone polipeptidico;
HPLindia - Compoineti elettronici;
HPL - Hewlett-Packard-Labs;
HPL - Hellmann-Perishable-Logistics, logistica alimentare;
HPL software;
HPL - Lampadina Philips;
HPL - Horn-Point-Laboratory, University of Maryland;
HPL Stumpings - Stampaggio metalli;
HPL motors – Honesty Produces Royalty, rivendita autoveicoli;
HPL - Hotel-Properties-Limited, hotel a Singapore;
HPL - Harry-Potter-Lexicon;
HPL - Human-Productivity-Lab, consulenza a distanza;
HPL - Houston-Public-Library (ed alter varie librerie di paesucoli inizianti con h);
HPL - High-Power-Lithium, batterie al litio;
HPL - Hebrew-Programming-Language, per il mantenimento di programme in lingua ebraica;
HPL contract - produttore di laminati per mobili;
HPL - Human-Performance-Laboratory, dell’Università del Massachusetts;
HPL - Honest-Public-License, per software libero.
Questo é solo una breve lista di ciò che la rete riporta. E qui occorre constatare come, pur in una disdicevole situazione, la magica sigla sia adoperata primariamente da importanti istituti di ricerca, grandi aziende innovative o progetti ad alto valore socio-culturale, quasi come se una oscura e potente forza impedisse un uso eccessivamente disinvolto delle 3 lettere. E ciò anche e soprattutto quando utilizzate come acronimo di un concetto di valenza più ampia, quasi a sottolinearne il valore. Sembra quasi che una mente superiore unisca queste esperienze e per vezzo o diletto dimostri pubblicamente l’ardire del suo piano mondiale identificandone i nodi attraverso l’amata sigla, affinché da lassù (e da quaggiù) chiunque sia in sintonia col Maestro possa capire…
Vostro,
NG
NightGaunt @ 15:27 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
lunedì, 15 ottobre 2007 | in : recensioni, immagini, comics, kalem club, mortalmente consigliati

courttpb

Ebbene sì, anche il guru del fumetto indipendente inglese, il padre di V for Vendetta e Watchmen, l'autoproclamatosi mago, il cantautore, il romanziere, l'attore teatrale e tutte le altre reincarnazioni, è un grande estimatore dell'opera di HPL e ha dedicato almeno un racconto ai miti. Racconto che qualcuno ha pensato bene di trasformare subito in un fumetto. Il risultato è una graphic novel della Avatar che promette molto bene (in Italia è pubblicato dalla Magic Press). La sceneggiatura è curata da Antony Johnston (disegni di Jasen Burrows) ma l'ombra di Alan Moore (coinvolto come supervisore) aleggia su tutto il progetto.

TheHaunter @ 19:38 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
giovedì, 11 ottobre 2007 | in : recensioni, immagini, comics, freaks, mortalmente consigliati

AlanMoorebyBryanTalbot

TheHaunter @ 13:42 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, 08 ottobre 2007 | in : immagini, testimonianze

Due autorevoli firme del blog (Night Gaunt e The Haunter) vi salutano e domattina salpano dalla indolente e corrotta Italia per raggiungere le Blessed Islands, come le chiamava HPL.

 

UJ2

 

Ragioni estranee alla comprensione umana ci costringono a scappare cercando temporaneo rifugio presso quella terra. Ma ci sono minacce alle quali è inutile sottrarsi! Sento già il fiato sul collo di eoni di alito pesante! Sono più vicini di quanto pensavamo, Night Gaunt... E quella cosa nell'ombra cos'è? E' Magù? Chi diavolo è MAGU'? La mia integrità mentale vacilla e un vortice di fugaci e incoerenti apparazioni si sta materializzando sotto i nostri piedi. Il mondo sprofonda e i cieli sono popolati di ...  oh mio dio, nooooooooooooooo! I cieli, on mio dio. I cieli sono popolati di viaggiatori LOW COST!!!!!!!!!!!

TheHaunter @ 07:59 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
giovedì, 04 ottobre 2007 | in : cartoon, comics, attualità, frenologia
Cari affezionatissimi,
se mi state leggendo sapete quanto il piacere di scrivere, leggere e frequentare un blog derivi in massima parte dalla libertà che i blog godono rispetto ai mezzi tradizionali di informazione tarati da censure, veti dei poteri forti, compromissione con gli stessi poteri forti, interessi in comune con i sovracitati poteri forti ecc. ecc.
Un caso quindi che non mancherà di impressionare e che speriamo resti solo una minaccia è la chiusura del blog dedicato al noto supereroe di Ceppaloni…
http://mastellatiodio.blogspot.com/
Al di là di ogni valutazione di merito e contenuto, resta la voglia di libertà di espressione e la sensazione che se un Alto Ministro della Repubblica soffre di queste critiche è la dimostrazione che la nostra classe politica è sempre più vicina all’auto estinzione…
Quindi fatevi avanti tentacolari Signori dello spazio profondo!

NG

barney01

IL PRIMO PARTITO DELLA STORIA CHE SUONA COME UN RUTTO:UDEUR !!!

NightGaunt @ 12:31 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
giovedì, 04 ottobre 2007 | in : recensioni, immagini, ambiente, freaks, oltre la soglia del sei

ATTENZIONE DI SEGUITO VIENE RIVELATA DEL TUTTO O IN PARTE LA TRAMA DELL'OPERA.

locandina2

Un razzo sperimentale, dopo essersi elevato a vertiginose altezze, cade in fiamme  in prossimità di un villaggio inglese per ragioni imprecisate. Accorre sul posto, insieme ai vigili del fuoco e alla polizia, il dottor Quatermass, inventore e costruttore del razzo, col suo aiutante, il dottor Briscoe.

02

Quando la porta d'acciaio del razzo viene aperta, si presenta una strana figura: è Victor Carron, membro dell'equipaggio, che esce barcollando e cade a terra svenuto. Dei suoi compagni d'avventura non c'è traccia: un film, che è stato ripreso durante il percorso, rivela che nel razzo è entrato qualcosa, che ha avuto il potere di disintegrarli. Carron viene trasportato in una clinica, dove giace in stato di shock: vani sono gli sforzi dei medici per rianimare l'infelice, che si trasforma sotto i loro occhi. In particolare la sua mano, dopo il contatto con una pianta grassa, tende a prendere un aspetto vegetale e anticipa per dimensioni quella di Hellboy.

04

Secondo il dottor Quatermass, l'astronave ha raggiunto un punto dello spazio dove esistono misteriose forze che hanno aggredito i tre uomini, chiusi nel razzo, ne hanno distrutti due, insediandosi nel corpo del terzo, del quale si sono serviti come di un mezzo di trasporto per giungere sulla terra ed invaderla. Sotto l'influenza di questa misteriosa forza, che è in lui, Carron s'avvicina agli esseri circostanti che vengono da lui come assorbiti. Sua moglie lo fa uscire dalla clinica, nella speranza di poterlo guarire, ma Carron comprende di costituire un pericolo anche per la moglie e fugge. La trasformazione procede in lui con sempre maggior rapidità: non ha più sembianze umane, è divenuto una cosa che incute spavento. Tutta la polizia è mobilitata per dare la caccia al mostro, che viene scorto sui tralicci d'un ponte nell'Abbazia di Westminster.

06

Allacciati all'impalcatura i cavi ad alta tensione, il mostro è ucciso da una scarica elettrica potentissima.

L'umanità è salva. Anche questa volta gli stolti umani pensano di aver fermato il ritorno dei Grandi Antichi…poveri illusi, ah, ah, ah!

NightGaunt @ 09:59 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 01 ottobre 2007 | in : poesia, kalem club

XIX

Per anni e anni udii quel debole, lontano rintocco
di profonde campane nel nero vento di mezzanotte;
uno scampanio che nessun campanile poteva originare,
strano come se volasse attraverso un grande vuoto.
Ricercai tra i miei sogni e i miei ricordi un indizio,
e pensai a tutti gli scampanii portati dalle mie visioni;
alla quieta Innsmouth dove  i bianchi gabbiani indugiavano
intorno ad una antica guglia che una volta conobbi.

tsacdc01

Sempre perplesso udii quelle note lontane,
fino a che, una notte di marzo, il fragore di una pioggia fredda e incolore
mi riporto' indietro attraverso i cancelli dei ricordi
alle antiche torri dove risuonavano gli applausi dei folli.
Essi applaudivano sì! ma dalle maree senza sole che scorrono
nelle valli infossate dei morti fondali del mare.

Clarissa19x9 @ 07:34 | commenti (1)(popup) | commenti (1)