martedì, 25 settembre 2007 | in : recensioni, mortalmente consigliati

Chissà se De Palma dopo aver visto i primi minuti di Sin City si è convinto che Josh Hartnett fosse la faccia giusta per il suo Black Dahlia; certo è però che il regista del New Jersey (reduce dall'insuccesso di "Femme fatale") ha deciso per un quartetto di attori (oltre al sopraccitato, Aaron Eckhart, Scarlett Johansson e Hilary Swank) che avessero la faccia abbastanza pulita da poterla sporcare di fango come l'omonimo libro di James Ellroy pretendeva che fosse.

Siamo insomma dalle parti di L.A. Confidential, il più famoso finora dei romanzi scritti da Ellroy e poi portati sul grande schermo. Anche qui due poliziotti, anche qui un gioco di rimandi, di personaggi prima accantonati e poi ripresi, di "femmes fatales", di soldi che spariscono e pallottole che partono da non si sa dove e di un climax crescente che accumula suspance e mistero fino all'ultima inquadrature. Solo che stavolta però il legame con le immancabili vittime è più morboso: Ellroy ha scritto il libro pensando all'omicidio della sua amata/odiata madre avvenuto quando era ancora giovane (non è infatti casuale la battuta rivolta al protagonista "Non mi sparerai mai. Non dimenticare a chi assomiglio. Perché quella ragazza…quella poveraccia morta…lei è tutto ciò che hai).

Nel tradurre il tutto sul grande schermo De Palma però non si limita a rievocare le atmosfere e ad accompagnare una narrazione, quella del libro, comunque molto cinematografica. Il suo linguaggio pretende un'unione dei due aspetti e così si impegna ad impregnare di significati ogni scena o semplice fotogramma del proprio lavoro. In questa comunità dove tutto è corrotto, in cui le stesse fondamenta delle case sono fatte di cartapesta, ogni personaggio nasconde la propria colpa. Nessuna tenda rimane bianca, neppure Bucky la cui "fortuna" proviene, nonostante tutto, da un incontro di boxe perso appositamente. Concetti sintetizzati (soprattutto) nella scena del ritrovamento del cadavere di Elizabeth Short che De Palma costruisce il fulcro centrale del proprio film. In questo lungo piano sequenza che tanto ricorda l'Orson Welles di "L'infernale Quinlain", abbiamo l'unione delle due storie che incrociandosi caratterizzeranno tutto il resto della narrazione. E così l'efferato omicidio dell'aspirante attrice si lega alla sparatoria che i due protagonisti intraprendono con due tizi di colore davanti ad un motel.

Lezione di regia, ma anche e soprattutto omaggio verso il genere noir. Black Dahlia è tutto questo: è il citare la Rita Hayworth protagonista di tanti film degli anni '50, è la scelta di nomi per i personaggi (dall'Emmett che ricorda lo scrittore pulp Hammett alla Key Lake variazione dell'Hitchockiana Veronica Lake di "Rebecca"), è il ricordo di "Blu dalia" (anch'esso con Veronica Lake) e il cadavere nella fontana di quello Scarface prima di Hawks e poi dello stesso De Palma. E'sua poi la voce fuoricampo dei filmini in cui i sogni e le disillusioni di Elizabeth Short trovano vita, ricordo e monito di quanto sotto le luci della magica Hollywoodland si rischi di trovare il rosso del sangue ed il nero della cronaca.

http://filmup.leonardo.it/theblackdahlia.htm

RaffaeleDori @ 17:44 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 20 settembre 2007 | in : recensioni, immagini, enigmi, kalem club, oltre la soglia del sei

copdjcCome funziona una recensione all'incontrario? E' molto semplice. Il sottoscritto che pubblica la recensione non deve fare quasi niente tranne proporre un titolo (LA CITTA' DEI MOSTRI, R. CORMAN, 1963), prepararsi un drink e accomodarsi in poltrona aspettando che arrivino commenti, recensioni, voti... insomma ci siamo capiti, la parola è a voi.

Ovviamente il film non è scelto a caso. C'è un caro amico molto malato (di mente, ca va sans dire) che ieri, in un raro momento di lucidità, balbettando ha ripetuto ossessi- vamente queste sillabe CI TA-DI-MO STRI-CI TA-DI-MO STRI-CI TA  DI-MO-STRI-CI-TA-DI-MO-STRI... per poi tornare muto per sempre. E se fosse una disperata richiesta di aiuto prima della fine? Una sciarada concettualmente incoerente che può essere decifrata solo rileggendo l'omonimo film in chiave psicotica? Anche il più  pericoloso dei pazzi ha diritto a un po' di misericordia.

QUESTA RECENSIONE PUO' SALVARE UNA VITA UMANA (O QUELLO CHE NE RESTA). DIVENTA ANCHE TU BAYWATCH!!

INVIA LA TUA RECENSIONE.

TheHaunter @ 08:49 | commenti (6)(popup) | commenti (6)
venerdì, 14 settembre 2007 | in : poesia

La città nel mare (The city in the sea, 1831)

di Edgar Allan Poe

Ecco: la morte ha innalzato a se stessa,
nella strana città che solitaria
giace nell' Ovest tenebroso, un trono.
Laggiù il buono e il perverso, il male e il bene,
si sono arresi a un eterno riposo
e gli edifici, i santuari e le torri
(torri rose dal tempo, che non crollano!)
non somigliano a nulla che sia nostro.
Intorno, come ormai dimenticate
dalla furia dei venti che le sollevano,
rassegnate le acque malinconiche
sotto il cielo ristagnano. Nessuna
luce discende sulla lunga notte
dell'inerte città: soltanto un fioco
barlume si solleva silenzioso
dal mare fosco e debolmente arriva
sulle torri e riluce sui lontani
pinnacoli, sui duomi, sulle guglie,
sui regali edifici, sui santuari,
sulle mura che sembrano una nuova
Babilonia, sulle pergole ormai
dimenticate, coi fiori di pietra
e l'edera scolpita, sugli altari
stupendi, innumerevoli, dai fregi
intrecciati di viti e di viole.
Rassegnate le acque malinconiche
sotto il cielo ristagnano. E qui tanto
si confondono le ombre con le torri
che ogni cosa sembra come sospesa
nell'aria. Intanto da una torre immensa
la Morte gigantesca guarda in basso.
Templi già aperti, tombe spalancate
si scorgono al livello luminoso
delle acque: ma i tesori che riposano
incastrati nell'occhio di diamante
degli idoli, i gioielli che ricoprono
festosi i morti, non sapranno spingere
l'acque fuori dal letto: ahimè, nessuna
ruga increspa il deserto di cristallo
nessun'onda si leva ad annunciare
solo un soffio lontano, lungo un mare
più felice, né giunge un solo moto
a dirci che una volta ci fu un vento
su un mare meno orrendamente calmo.
Ma ecco: nell'aria c'è un fremito ! L'onda...
C'è un movimento laggiù ! Guarda: diresti
che le torri, spingendo verso il fondo,
abbiano smosso l'acque intorpidite.
Le loro cime è come se lasciassero
un vuoto impercettibile nel cielo.
Il rosso volto delle acque s'accende,
il respiro delle ore si fa debole.
Quando questa città, senza un lamento
terreno, sarà tutta sprofondata,
da mille troni sorgerà l'Inferno
per inchinarsi a lei.

bertop @ 10:06 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
martedì, 11 settembre 2007 | in : immagini, attualità, freaks
Miei affezionatissimi tutti,
scusatemi per la luuuuuunga latitanza, dovuta sia al meritato (???) riposo estivo che alla paura (!!!!) che non vuole dare tregua a questa mente. Disturbo il vostro torpore per segnalare una piccola perla che per un fugace momento porta nuovamente alla ribalta il sommo HPL.
don_gelmini
Stavo leggendo l’incipit di un articolo di fondo di Umberto, Umbertooo, Umbertooooo, Umbeeeer…, U…, UU…, UUU….. (ECO per l’appunto) su quella rivistaccia che si chiama come i treni che non sono mai in orario o come il caffè (Espresso, N. 33 anno LIII, 23 agosto 2007), articolo nel quale egli interpreta la vicenda del famigerato Don Gelmini alla luce dei di lui legami con massoni di chiara fama.
Cito: “…sotto l’imperio della droga si può immaginare di essere assaliti da un mostro con gli occhi di insetto (immaginare eh, povero stolto!) , si può anche immaginare di essere baciati da un ecclesiastico ottantenne (anche qui, povero illuso!), perché all’orrore (come sapeva Lovacraft) non c’è mai fine.”
Recuperate lo scritto e spingetevi un pò oltre nella lettura. Mi ringrazierete. 
Buona notte miei cari, che la paura sia sempre vostra fedele compagna!
NG
NightGaunt @ 21:34 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
martedì, 11 settembre 2007 | in : poesia, kalem club
XX

Da quale cripta essi striscino fuori, non so dire,
ma ogni notte io vedo quelle cose gommose,
nere, cornute, e magre, con le ali membranose,
e le code bifide.
Essi arrivano in legioni cavalcando il vento del nord,
muniti di artigli osceni che solleticano e pungono,
mi afferrano e mi costringono a viaggi mostruosi
nei mondi grigi nascosti in fondo al pozzo degli incubi.

Essi scivolano sopra le torri frastagliate di Thok
incuranti dei miei lamenti,
e giu' attraverso i pozzi inferiori a quel lago disgustoso
dove gli ansimanti shoggots sprofondano in un sonno incerto.
Oh ! se solo essi emettessero quei suoni
o mostrassero quella faccia dove quelle facce dovrebbero trovarsi !
Clarissa19x9 @ 09:04 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
mercoledì, 05 settembre 2007 | in : musica, kalem club

By Chris Hicks and Michael Jones, to the tune of ``The Lion Sleeps Tonight'':

Ph-nglui mglw-nafh Cthulhu fhtagna-weh!
Ph-nglui mglw-nafh Cthulhu fhtagna-weh!

(Background chant) Tekeli-li! Tekeli-li!

In his dwelling place of R'lyeh,
The Old One sleeps tonight.
In his dwelling place of R'lyeh,
The Old One sleeps tonight.

Ph-nglui mglw-nafh Cthulhu fhtagna-weh!
Ph-nglui mglw-nafh Cthulhu fhtagna-weh!

Above the village, the peaceful village,
The stars are right tonight.
Above the village, the peaceful village,
The stars are right tonight.

Chorus.

        Hush, my darling, be still, my darling,
        The Old One wakes tonight. 
        Hush, my darling, be still, my darling,
        The Old One wakes tonight.

Chorus.

Ph-nglui mglw-nafh Cthulhu fhtagna-weh!
Ph-nglui mglw-nafh Cthulhu fhtagna-weh! 

bertop @ 11:26 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
martedì, 04 settembre 2007 | in : musica, kalem club


Supercalifrajalisticexpialidocious;
If you say it loud enough, you'll call upon Cthulhu!
We know Julie Andrews is Cthulhu's Great High Priestess,
Supercalifrajalisticexpialidocious!
disgusting Elder God noises of your choice

It started on a Saturday
When I was just a lad;
I was watching ``Loony Tunes''
With acne that was bad;
Then Daffy started writhing
Just like he was possessed,
Choked out this tune,tore off his head
And made an awful mess!

(Chorus)


I set off in a rowboat
To find the Elder God;
I found his pal, Yog-Sothoth,
Who was just an ugly sod.
He chewed up all my crew-mates,
My captain, and my dog;
And then he burped, excused himself
and drank up all my Blog.

(Chorus)


When I finally found Cthulhu,
He was perched upon a throne,
Tentacles a-wavin'
Letting out a ghastly moan.
It seems that he had heartburn
from wolfing down Ed Meese,
I gave him Pepto-Bismol, his burblings to decrease.

(Chorus)


I found that I was lucky,
for some did what I did,
And still ended up as Sushi
to the giant, bat-winged squid.
And some he blackened Cajun-Style
and others he ate raw;
Cthulhu shoveled thousands
in the squirming, wriggling maw!!!

(Chorus)


So if you call the Elder God
Bring cattle four or five.
'cos if he gets enough to eat
He may leave you alive.
But if the Squid wants seconds,
it really is a shame;
For then you have to call upon He Who Must Not Be Named!!!
(You mean HASTUUR?)

(Chorus)


We worship Julie Andrews,
We wear long robes and pray;
We watch The Sound of Music nearly every single day!
We chant to Mary Poppins
And Boo at Dick Van Dyke.
('Cos he's the only Elder God we never really liked!!!!)

(Chorus)

bertop @ 09:26 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
domenica, 02 settembre 2007 | in : immagini, testimonianze, agenzia viaggi
Architettura maya

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La piazzetta!

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Pio bove...

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La chiesetta della morte

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buried LIKE AN EGYPTIAN!

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La torre nera

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TheHaunter @ 09:16 | commenti (8)(popup) | commenti (8)